NEMICO (IL)
Numero Libretto: 0876
Formato: cartaceo
Numero Atti: 1
Anno:
Autore: MASCI CLOTILDE
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p> Un bambino è nato con gli arti inferiori deformi. Iole, Ia mamma, si dispera, lei che<br />
aveva sognato il suo bimbo bello, paffuto, con i ricciolini in disordine… delle stupende gambe d’atleta… “Ma perché, perché? Non una sola pasticca di sedativo, in nove mesi, non una… Niente. Ho sopportato tutto per lui, emicranie, nausee, insonnia… E con gioia, tanta gioia… Per le sue.. le sue gambe da atleta. . . . Queste ed altre sono le parole piene di angoscia e di tormento che la poveretta va ripetendo mentre nella sua mente, in preda ad un trauma psichico, si delinea il fermo proposito di sopprimere la creatura… Tutta la famiglia è coinvolta da questa terribile decisione… Giorgio, il marito, pur di non vedere la moglie soffrire così atrocemente, acconsente tant’è che dirà ai familiari: ricordate che ciò che decide mia moglie ha sempre la mia approvazione. Ma nel suo intimo c’è un travaglio che lo spinge ora a proteggere la moglie, ora a cercare una soluzione per evitare la condanna a morte di suo figlio. Gianna, la madre di Iole, pur reprimendo a viva forza l’orrore di quel folle gesto, partecipa e sarà lei che preparerà il biberon con il latte mortale… Una dose di sonnifero… Attilio, il padre, cerca di convincere Iole a desistere: Siete molto giovani… e non conoscete tutto il valore della vita.. Che è bella, meravigliosamente bella. E lo è sempre – per chiunque – in qualsiasi condizione di vita. Durante la guerra ho conosciuto io stesso dei feriti gravissimi, destinati alla cecità, alle mutilazioni più orrende, che supplicavano i medici perché li salvassero… Iole, non cede, si ribella: No, papa! Lui… lui se ne va senza conoscere tutto questo, senza amare, senza sapere, senza aver paura… E anche dalla paura che io lo salvo! La sorella di Iole, Erminia, una giovane molto seria, serena e dolce, cerca anche lei la parola di persuasione, ma Iole è ormai sorda, decisa a tutto. Gianna vedendo la figlia che si porta la mano al seno che duole per il latte che fluisce in lei, trepidante fa t’ultimo tentativo: Iole, cara, è il latte.. il latte per… Fuori il bimbo piange. Iole, violenta, quasi sgarbata, dice: No. Ti dico di no! Un momento di tragico suspense. Iole è andata dal suo bambino. Poco dopo il pianto cessa. Che silenzio! Giorgio: Non era quello che desideravamo? I… io… non resistevo più era uno strazio continuo… Torna Iole. Avevo tanto male al seno. Non volevo ammetterlo. Ma era il latte. Il mio, il suo latte. E Ia sofferenza era così intollerabile che ho dovuto avvicinarlo al petto. Ho detto a me stessa “solo una poppata…..pochi minuti… e… e lo farò… dopo… più tardi”. Ma ora… ora nessuno deve azzardarsi a toccarlo… mio figlio!</p>
Personaggi Uomini: 2
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 5
