DONNA LIBERA (UNA)

Numero Libretto: 0007

Formato: cartaceo
Numero Atti: 3
Anno:
Autore: SALACROU ARMAND
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 2
Traduzione: LUCIANI MARIO
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p> “Avete voluto essere libera ! Pagate ora la vostra libertà”. Derisoria morale: tutto si paga nella vita, eppure perché rinunciare? Allo stesso modo, a che prò non rinunciare? Forse la libertà è contraria alla stessa natura dell’uomo, di questa perenne contraddizione, e Salacrou sorride. Ci fa vedere, a modo d’esempio, Paolo e Giacomo. L’uno, amante della famiglia; l’altro, suo fantasioso e amaro nemico. Passano successivamente l’uno nel campo d’azione dell’altro, ed entrambi, com’è naturale, finiscono poi per cedere clamorosamente agli inevitabili e irresistibili stimoli dell’egoismo d’essenza familiare. Paurosi di perdere prima o poi Lucia, intenderebbero costringerla al matrimonio, richiamarla all’ordine, cedendo alle regole del vecchio gioco della società. Ma Lucia, ammaestrata dalle ironiche suggestioni del primo Paolo, non ne vuol sapere. Fugge, Giacomo che voleva bloccarla negli atavismi familiari, come al secondo atto decide di abbandonare Paolo che dopo averle fatto conoscere la libertà, in una soffitta (d’un pseudo-romanticismo ‘500), è poi afferrato dall’angoscia della gelosia in seguito a una turbolenta scena madre con Giacomo e le chiede di sposarlo: intende uccìdere la libertà. Naturalmente Paolo e Giacomo ben presto si ritroveranno, in seno alla famiglia, tediati e umiliati per sempre dalla sua grettezza borghese, che la prepotente zia Adriana impersona a perfezione. Capita d’improvviso Lucia. Libertà ha significato per lei, fama, benessere, e perfino un aeroplano da turismo. Lucia appare come un’ondata di fervida giovinezza e porta con sé l’impeto della vita. Ma non è possibile tollerare in lei la libertà : i due fratelli, la respingono, per non soffrire ancora di più. Amore e libertà non sono conciliabili nella<br /> esistenza: ai tre, non resta che il dolore e l’amarezza. Salacrou non vuol dare risposta all’interrogativo: matrimonio o passione, rinuncia, o avventura, acccttazione dei fatti compiuti, o ricerca di una vera soluzione. Dialettica senza incontri e senza termine è la sua. I personaggi sono a mezzo tra la tradizionale e codina realtà dei « rentiers » di provincia, e le incerte professioni parigine, povere di un vero contenuto e di sincere emozioni, sotto il lustro romanzesco in cui le si avvolge. Sono i personaggi dell’atmosfera e degli ambienti stessi fra cui è sorto Salacrou; e la loro riproduzione sulla scena è indubbiamente sincera. Non tanto però da spingere la confessione fino alla verità che nel sottofondo è si presente, e che rischia di turbare, e di scandagliare così insistentemente quel pubblico e quel mondo da farsi irridere. Perché secondo Salacrou non c’è altra via d’uscita che accettare la situazione com’è e non guardarla troppo in faccia. Tale netto contrasto, tra pensiero e volontà, non solo lo rende, come egli stesso ebbe a dichiarare, continuamente compromesso, e pavido dinanzi ai compiti dell’arte, ma viene a riflettersi logicamente nello stile e nel taglio delle scene che sono, questa volta, troppo spesso incerte fra crudezze e lirismi, paradossi e improvvise constatazioni. Il matrimonio, la famiglia, e quindi, infine, la società, sono posti in causa, con una luce feroce, per commiserare. Poi la sostanza del dibattito, viene cosparsa e diluita in toni acremente brillanti. E il riso stesso, o la lieve commozione che ne sca-turiscono, sfiorano appena, senza toccare: perché Salacrou non intende lasciarli sfuggire ai limiti di un’elegante e gradevole misura.</p>
Personaggi Uomini: 7
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 10

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