BELL’ANTONIO (IL)

Numero Libretto: 4059

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno:
Autore: BRANCATI VITALIANO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 2
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note: <p> Riduzione di Antonia Brancati e Simona </p>
Introduzione: <p> LA CHIAVE DI LETTURA</p> <p>Antonio Brancati</p> <p>Ho conosciuto Simona Celi quattro anni fa, quando è venuta a parlarmi della sua intenzione di mettere in scena l’adattamento teatrale del Bell’Antonio di mio padre che fosse quanto piû possibile fedele al romanzo. Non semplice, perché<br /> Antonio è un personaggio che dice qualcosa di sé solo nella confessione che fa<br /> allo zio, e per il resto non dice e si fa agire dagli altri. Ma poiché il teatro è fatto non solo di confessioni, ma anche da menzogne e reticenze, valeva la pena di tentare l’impresa. Ma con chi?<br /> Questa domanda è rimasta senza risposta fino a giugno 2012. quando, con la banale scusa di farmi vedere la casa nelle campagne di Modica che si era fatta con Giancarlo Zanetti, Simona ha invitato “per un periodo di vacanza” in Sicilia me, mio marito e la bassotta Pedina. Una volta lì, mentre Pedina flirtava spudoratamente col lagotto Marcello e mio marito era comandato in cucina, ogni pomeriggio io venivo sequestrata da Simona e messa al lavoro sull’adattamento teatrale, a cui lei collaborava attivamente e con grande amore per la prosa brancatiana.La difficoltà del nostro lavoro è consistita innanzitutto nella scelta dei personale da tenere. Credo che la scelta che dà una chiave di lettura al nostro lavoro sia stata quella di tenere lo zio Ermenegildo (nelle precedenti versioni cinematografiche e teatrali del romanzo sempre spietatamente eliminato), e di dargli il massimo spazio, vedendo in lui quello spirito intellettuale in grado di capire e criticare l’epoca in cui vive: la storia<br /> di Antonio è infatti raccontata attraverso il suo sguardo disincantato. Altra difficoltà – e non da poco – la scelta di cosa scartare.<br /> Ad ogni pagina che (ri)leggevamo ci pareva ci fosse almeno un paragrafo — o una frase — di cui assolutamente non potevamo fare a meno. Ma il nostro compito era fare teatro — e non letteratura – e dovevamo quindi tramutare, senza tradirla, una perfetti macchina linguistica in una macchina semiotica.<br /> Ci siamo riuscite? lo pensavo di si, ma ne ho avuto la piena confidenza quando ho visto Giancarlo Sepe innamorarsi del testo e renderlo spettacolarmente teatrale, mettendo in risalto la splendida prosa brancatiana (quella di Vitaliano).</p> <p>Da RIDOTTO N 6/7 GIUGNO-LUGLIO 2015</p>
Personaggi Uomini: 6
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 9

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