Nuvole – (quando ero bambino)

Credi alle favole come un bambino
Scivola il sonno in un sogno piccino

La mia faccia cammina nel gelo tagliente
bagnato di asfalto luccicante al neon
un’immagine si affaccia (somewhere) sul retro della mia pupilla esausta.
Un’isola nuvola rincorreva il meriggio
passato a giocare tra ciliegio e verderame.

Credi alle favole come da bambino
Scivola il sogno fin dentro al mattino

Marcello versa due bicchieri nel silenzio, ascoltiamo insieme
il fragore di fondo della città vuota a me dolce e porca, a lui ignota
il sapore saliva le ripe verso sera quando
il ciel-di-lavanda soffiava sul mosto proibito
i vecchi portavano cappelli di paglia e la loro pelle sapeva di lavoro

Credi alle favole, bel bambino
Scivola il sonno nel bicchiere di vino

L’ultima goccia stanotte è un volo
di nuvole rosse e lucciole e stelle
Il mosto,
ribolliva a guardarlo che faceva svenire
Ho le scarpe inzuppate marce di perché
E anch’io un cappello di paglia.

Ma bevo a piccoli sorsi, il sangue
e l’eterno e l’inverno,
un attimo.

Gabriele Grea
Milano

Sezione 1 a tema fisso:
2° Classificato

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