CIULLO D’ALCAMO
Numero Libretto: 4054
Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno:
Autore: DAVARE GIACOMO ROMAN
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 4
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p> PREFAZIONE</p>
<p>Ciullo, e non Cielo, d’Alcamo. In un omaggio alla tradizione locale e, particolarmente quella del popolo alcamese che, da sempre, ha celebrato il suo poeta dantesco col nome di Ciullo. Che il suo vero nome sia Cielo, l’autore del dramma lo sa benissimo, siccome conosce il documento vaticano che ne attesta la correzione. Ne dà prova una battuta del servitore dello zio Guglielmo, Nicola, che suona così: •ma lo zio; dato che scrive sempre poesie e avi la testa ‘n’allaria, lo chiama Cielo.. Più avanti Cielo è fatto derivare, come per il Russo. Da un Michele, che, ridotto a Cheli corrisponde a Cielo. Ma, in Alcamo, per chi nasce, per chi è nato e per chi nascerà, Cielo sarà sempre Ciullo!<br />
Il titolo del dramma di G. R. Davare, così, indica codesta immutabile memoria popolare che frustra ogni postuma scoperta scientifica.<br />
Giulio Bertoni che, nel 1939, il Regime aveva mandato ad Alcamo a celebrare il Poeta del “Contrasto” quando si sentì come travolto dalla passione dcl popolo che si era accalcato ad ascoltarlo, rinunziò a leggere le cartelle vergate della sua alta parola critica e pronunziò, a braccia, una brillantissima orazione su “Ciullo d’Alcamo”! Così la vicenda del dramma attinge alla tradizione orale che insiste su due momenti culminanti dell’esistenza del poeta e che sono: l’esilio dalla sua città natale e la fama del poeta che si propaga presto dall’Isola alla Penisola. Altri pericoli minacciano la sua condizione di cittadino della Sicilia imperiale, che io costringono a fuggire da Alcamo per Palermo e uscire di qui per Bologna, dove assolverà una missione privata presso re Enzo, ivi prigioniero degli angioini. Ma il suo impatto col mondo politico del tempo ha sempre come veicolo la poesia. Federico Il,a Palermo, lo Incontra nel chiostro di S. Giovanni degli Eremiti,dove il poeta sta provando la recita del suo ‘contrasto”.<br />
L’imperatore ne riconosce il merito e lo invita a frequentare la sua Corte, ove fiorisce la scuola poetica siciliana. Anche l’accoglienza di re Enzo, a Bologna, è rivolta al poeta, che suscita subito un legame di simpatia e di amicizia ideale tra i due. In questa atmosfera, la verità storica è riuscita in uno sfondo, i cui protagonisti tornano a noi come immagini lontane di poesia e, tuttavia, idealmente reali. Ciullo ne è come l’ispiratore. Il poeta prevale sull’uomo. Il sogno del quale, che era stato sconvolto dalla passione per Layla, ora, assume ¡ connotati della visione, e conserva il sentimento che gliene ha suscitato e che, solo, continua nella veglia, a sostenerlo.<br />
E’ la condizione nuova e originale dei personaggio nel dramma di Davare; un personaggio che con la sua poesia in volgare, lancia il messaggio di una unità linguistica italica, premessa necessaria dell’unità politica, che il ritmo del “contrasto” accompagna al trionfo della nuova civiltà nazionale.<br />
Un ritorno fugacissimo, però, in Patria, frantuma l’illusione di quel sogno che l’artifìzio delle acquisizioni restituisce al dramma personale e umano di Ciullo d’Alcamo.</p>
<p>Giuseppe Cottone</p>
<p>Da IL POTERE E L’ANIMA di Giacomo Romano Davare ed Thule 2014</p>
Personaggi Uomini: 16
Personaggi Donne: 5
Bambini: 0
Comparse: 12
Totale personaggi: 33
