DIARIO

Numero Libretto: 0193

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno:
Autore: ZAGO ROBERTO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 4
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p> Michele, impiegato di mezza età, si ritiene abbastanza contento di quanto gli offre Ia vita. Sposato, con due figli, ha un buon impiego presso una società milanese e si trova ora in procinto di partire per trascorrere le sue vacanze al mare, dove già l’attendono moglie e figli.<br /> Porta bene i suoi quarantacinque anni e, nella pienezza dei suoi mezzi fisici e intellettuali, pensa di poter contare su di un avvenire non meno felice. Gli rimane solo di dissipare una lieve preoccupazione: il dottor Barben, suo medico di fiducia, l’ha indirizzato da uno specialista, il prof. Merli, per migliori accertamenti sulla natura di un bitorzolo apparsogli su un fianco. Cosa da poco, certamente, ma lo punge tuttavia un dubbio che decide di sciogliere con un piccolo sotterfugio: si presenterà cioè per sentire l’esito degli esami clinici, nei finti panni di un supposto suo fratello. La sorte lo favorisce, e un giovane sostituto del professore assente, credendo alle sue affermazioni, gli rivela involontariamente che gli accertamenti hanno riscontrato un cancro armai purtroppo quasi incurabile. Ed è lo stesso protagonista che, monologando, ci racconta ora la sua amara vicenda, destinata a concludersi con una morte crudele e forse a breve scadenza.<br /> Una cupa disperazione attanaglia il cuore di Michele. Egli tenta dapprima di convincersi che può trattarsi di una diagnosi errata: che diamine, non sbaglia forse mai la scienza medica? Ma subentra poi subito un ragionamento opposto, basato sulla spietata dimostrazione dei referti.<br /> Con fredda determinazione egli decide allora di comportarsi come ha suggerito il medico al suo supposto fratello: fingere di non sapere, ostentare serenità, fiducia! A questo punto, però, i1 monologo introduttivo di Michele si sdoppia, per così dire, affiancandosi alla realizzazione scenica degli episodi che via via seguiranno, inquadrati da effetti di luce. Dapprima un dialogo evocativo di cari ricordi con la moglie Anna, raggiunta al mare. Poi, triste ironia del destino, un’inattesa promozione ad alto incarico direttivo, porta Michele a Venezia. E qui, in una notte di sogno, gli avviene di conoscere Katia, bellissima attrice che per disillusioni medita di sopprimersi. L’incontro la salva, ma è allora lo stesso Michele che, attratto dalla personalità non comune dell’artista, le confida a sua volta di essere assillato da medesimo desiderio di farla finita con la vita. Il breve incontro ha presto termine, ma non è stato forse inutile quello scambio di confidenze tra due anime disperate.<br /> Ritroviamo Michele impegnato in un commovente dibattito con Anna che, ormai consapevole, vorrebbe indurre il marito a tentare almeno una cura. Michele persiste però nel suo proposito di fingere inesistente il suo male, e solo con ripetuti sforzi Anna riesce a fargli accettare l’intervento di un noto “guaritore”. E’ un tentativo estremo, ma purtroppo risulta vano e da quel momento Michele, preso dallo sconforto, cerca inutilmente di stordirsi, di dimenticare, dapprima frequentando ritrovi mondani con la moglie, che cerca di assecondarlo, e assorbendosi poi in un “meeting” d’affari a Parigi, con margini di tempo per qualche frenetica scorribanda notturna. Ma proprio quando crede di essere riuscito a dimenticare, ecco una acuta fitta al fianco, prima avvisaglia palese del cancro, che lo riporta brutalmente alla realtá. Con l’angoscia nel cuore ritorna a Milano. Porta alcuni regali per i suoi e, fra l’altro, un curioso libro italiano dal titolo “Gli scritti. Santa Teresa di Gesù Bambino”, trovato per caso su una bancarella. Sfogliandolo lo ha colpito una frase che gli si è fitta in capo: “Penso che non ci sia bisogno di rassegnazione se non per vivere; per morire, è gioia quella che provo”. Se le ricorderà spesso quelle parole, nella progressione incalzante del male che non gli lascia ormai più tregua. Il caso gli farà nuovamente incontrare Katia, a Milano per uno spettacolo di Cecov; l’attrice gli rammenterà la promessa di farle leggere il suo Diario, ma dopo poche parole Michele deve spiegarle che in quel momento si sente mancare e,.. che è proprio giunta l’ora di mantenerla, quella sua promessa!<br /> Un taxi lo riporta a casa e qui lo ritroviamo, qualche settimana dopo, ormai prossimo alla fine; le sofferenze sono atroci, ma è soprattutto a previsione di un’agonia puramente fisiologica che lo abbatte. E allora, quasi per una risposta dall’Alto, la mente di Michele si illumina: chiede ad Anna di rileggergli le ispirate parole di quella Teresa, la Santa di Lisieux, che l’avevano tanto colpito perché pronunciate da una vergine ventenne morente. Michele sente allora scendergli nel cuore una pace prima sconosciuta, comprende che Qualcuno lo attende e non teme più la morte. Anna gli è vicina per confortarlo e giunge pure Katia, o almeno egli così immagina, per chiedergli quel Diario che soltanto adesso può concludersi con la parola “Fine”. E, con le due donne al suo fianco, Michele rimane immobile.<br /> Dramma profondamente umano, genialmente concepito, che investe cuore e spirito dello spettatore. </p>
Personaggi Uomini: 1
Personaggi Donne: 2
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 3

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