DUE SORELLE (LE)

Numero Libretto: 3123

Formato: cartaceo
Numero Atti: 1
Anno:
Autore: BASSETTI ALBERTO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note: <p> 3302</p>
Introduzione: <p> Uno spazio vuoto, indefinibile. Due giovani donne, due sorelle, nell’attesa di un improbabile autobus, meditano sul loro futuro di attrici che hanno appena visto fallire la propria piccola compagnia teatrale. Ma non è “Teatro nel Teatro”, ne una riflessione sul ruolo dell’attore. Questa commedia nasce dall’esigenza di intervenire, nell’ambito della scrittura, sulla situazione eternamente drammatica dell’usura, venuta proprio in questo periodo così esacerbatamente alla ribalta. La scommessa è stata quella di riuscire a parlarne in modo non cronastico, ma apparentemente lieve, delicato (anche visivamente: ecco uno dei perché della scena rigorosamente spoglia), senza minimalismo ma anche senza urla. Una commedia fatta di personaggi piccoli e comuni, sensibili e fragili: non a caso due attrici. Persone cioè che già vivono una posizione precaria per costituzione, fatta di spostamenti fisici e soprattutto mentali, adesioni caratteriali ed emotive a situazioni drammatiche o comiche, felici o disperate ma comunque diverse, altre. Così, quello cui assistiamo potrebbe essere un gioco, dettato dal carattere menzognero di una delle due sorelle, o realmente una situazione estrema, scaturita dall’amore e ancor più dall’ingenuità sperduta ed insicura di Susanna, da cui sembra possibile uscire esclusivamente col più devastante dei rimedi: il suicidio. Francesca, la sorella così diversa. ricettiva e vibratile come la corda di un violino, accetta con spinto cechoviano questo triste destino, o davvero crede che non si tratti d’altro che dell’ennesimo scherzo della melodrammatica Susy? A ciascuno la propria personale risposta. Ma perché Cechov? Citato come un tormentone da Francesca che sogna quegl’impareggiabili ruoli femminili, non figura certo perché si parla di sorelle, nè per la mia personale predilezione: ma proprio per la sua caratteristica, straordinaria capacità di essere sobrio, accessibile e naturale pur parlando sempre del grande tragico quotidiano, mostrandoci l’aspetto più temibile, quello comune ed ordinario del “male di vivere”; in modo sofferto ma stemperato nella superficie da quel comico/tragicomico che riproduce così impietosamente. la vita com’è! Perciò, questa commedia è un tentativo di parlare “controcorrente” di un argomento doloroso di cui mi sembra troppo facile parlare dolorosamente. Se la drammaticità arriverà allo spettatore pur tra le pieghe di battute e situazioni più o meno divertenti e capaci magari di suscitare, il riso (o meglio un chapliniano sorriso), il risultato sarà stato quello desiderato. Memore, come sono. dell’insegnamento nietzscheano: “Ciò che è profondo vola sulle ali di una farfalla”.<br /> Roma, 3 Ottobre 1996 Alberto Bassetti</p> <p>Da Sipario n. 716/717 Aprile/Maggio/Giugno 2009</p>
Personaggi Uomini: 0
Personaggi Donne: 2
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 2

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