L’INVERNO PASSERA’ PRESTO

Numero Libretto: 4094

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno: 2015
Autore: DAVARE GIACOMO ROMAN
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 4
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note: <p>Musiche di Fausto Cannone</p>
Introduzione: <p>Testimonianza critica artistico-letteraria<br /> Il dramma “L’inverno passerò presto” di Giacomo Romano Dav are ci riporta agli scontri, ai dubbi ed ai tentativi che, nella tradizione classica di resistenza a fatti e personaggi, durante la Rivoluzione russa del 25 ottobre del 1917, sconvolsero tutto il mondo; a Pietrogrado (San Pietroburgo), l’insurrezione spontanea del popolo segnò gli eventi in una fase pre-rivoluzionaria importante, non solo per la storia della Russia, ma fu oltremodo significativa, anche in altre nazioni europee. Il racconto drammatico segue fin dall ’inizio, un itinerario di saggezza pratica, che lo Scrittore avvia, tram ite la presenza dialogica con i personaggi,e fra di loro con un Vecchio, assieme al quale interpretano sul palco un ruolo di mediatori, che divulgano sulle difficoltà di vivere esperienze e cultura, tra conflitti umani e di pensiero, fra il bene e il male, dai cui “scoprono” passioni, sentimenti, ansie, gioie e dolori a sostegno di ogni singola esistenza, che modificata dal tempo, rinascerà poi, per essere storia nella Storia. (…cosa dovrei fare di questa creatura?.., ucciderla – … e che non rimanga traccia del suo passato…). Infatti, dalla piccola e grande Storia, speculare e antiunitaria, percorrendo il crinale di due mondi: quello di chi guarda per raccontare, come il Vecchio, e di chi è guardato per divulgare, come lui Scrittore, mentre, noi spettatori veniamo trascinati e condotti verso l’epilogo del Dramma. Epilogo però, che non ci lascia con l’amaro in bocca, poiché G .R. Davare sa proporci, con il suo testo teatrale, un ricco crogiolo di storie e di vicende, coinvolgendoci, emotivamente e spiritualmente sulla conoscenza di talune “piccole” storie, e non solo, ma di tante altre della “grande” Storia. Da cui si rigenerano e si maturano di riflesso le esperienze di tutti i giorni e della gente comune (il servo, l’amico) con le proprie vicissitudini, i sogni e le avventure, e dopo di tradimenti, di odio e di dolore, ed ancora di miseria e sofferenza, come de: (il poeta Esenin, Tonja, Helen).<br /> Storie che ci riguardano, e che l’Autore, ancora una volta, ci presenta come: “accurata sperimentazione” di teatro impegnato, di consapevole riflessione e di diversità. (… giovani studenti si suicidano. Non sanno affrontare i problemi della vita).<br /> Nella finzione scenica i suoi personaggi sono reattivi alla desolazione e non subiscono le miserie perché sanno essere anima nel pensare da singoli uomini e voce di masse o di popolo. Da ciò si evince l’importanza rilevante, che assume appunto il Tempo, portatore positivo di valori e sostegno a conforto della Pietas umana. La stessa “Pietas”, che unisce e lega, come un filo conduttore, tutte le crisi e i conflitti del suo Dramma: “L ‘Inverno passerà presto” da cui Egli travasa la finzione teatrale con “brandelli” di un’umanità tormentata e sofferente, incerta di arretrare, anche di fronte alle illusioni di falsi ideali, ma più disposta a sovvertire in qualsiasi momento ogni regola morale, pur di riscattarsi da un passato di insane passioni. (Vanja: Amore e passioni non possono coesistere nei legami di sangue). Per questo, infatti, il tempo de “L ‘Inverno… “non è solo “freddo “tra passato e presente, ma è conforto che passa, cambia e guarisce anche i mali dell’anima. Ugualmente è il tempo della Speranza, che scorre come medicamento sulle sofferenze corporali; così della Poesia, che è forza dell’anima, (Tonja: Aiutami, poeta, tu solo lo puoi). Inoltre Egli sa attivare tra l’essenzialità scenografica, la partecipazione e le movenze di ben oltre 15 attori, che danno concretezza agli ambienti famigliari, apparentemente anonimi, ma resi calorosi ed espansivi in situazioni di affetto e d’intrigo (tra il vocio della bettola e il latte di capra). Dall’analisi del testo regola la trama dei contenuti, con frasi di breve respiro, uniformando nell’insieme dialogico le differenze convenzionali tra i protagonisti, incidendo(botta e risposta) per una loro interazione più scorrevole espressivamente e più adeguata nei tempi e nei modi. Spesso ci fa immaginare alcuni personaggi spersonalizzati e distaccati dal contesto dei ruoli e nei comportamenti, in quanto più raffinati in locali di lusso: (Hotels, le Folies Bèrgere de Paris, uffici) oppure, mentre comunicano situazioni di politica o di spionaggio, in cui anche i loro concetti appai ono astratti e carichi di sospetto, specie per chi sta fuori scena.(Nikolai: … Non c’è da fidarsi di nessuno in questi tempi. Guardate cosa nascondeva?). Nella spettacolarizzazione delle lotte e delle miserie umane, Davare riesce altresì a farci sognare attimi di poesia, soffusi con levità lirica. Bastano pochi versi per rievocare le ansie e le speranze di coloro che sanno del proprio vissuto. Sa dare posto alla curiosità e all’interesse, che provocano spesso sospetto, per far precipitare in suspence ogni situazione di preludio drammatico.<br /> Infine, ricordiamo le molte scene, dove si avverte il senso di stare dalla parte opposta, di non saper cogliere, dalla diffusa amarezza- (Noi costruiremo gigantesche industrie.., con orgoglio) l’aggressività disgregante del potere militare dei Soviet e dei sos tenitori della borghesia industriale e terriera, che fedeli all’imperatore e agli Zar si appoggiano alle Armate Bianche, e al comunismo ambiguo di A. F. Kerenskij; mentre dall’altra parte agiscono il partito bolscevico e la polizia politica eka, istituiti da Lenin per perseguitare i nemici del potere rosso (potere che fino al 1921 resterà in auge). Insomma Davare spalma pregi e difetti storici della Russia, Paese non abbastanza materialista, né abbastanza ateo, (il paesaggio con i ‘icona della Vergine) ma neanche abbastanza trascendentalista e neppure religioso, (la croce nelle mani di Tonja). Tuttavia, fiducioso che “L ‘Inverno passerà presto”, che troverà il suo tempo precorrendolo attorno al drammatico epilogo, che si acuisce nel momento in cui i protagonisti sono chiamati ad assumersi la responsabilità su una decisione, che poi dovrebbe essere una scelta di vita; oppure una facile pretesa per liberarsi da insane passioni?!. Ecco il punto forte del dramma! “Uccidere per un ideale di Stato, come amore per la Patria; oppure salvare per un nobile legame di sangue, come sentimento d’amore filiale?!” (Amore o insana passione?). Ecco l’epilogo del Dramma! In verità: La crescita della “miseria umana” è direttamente proporzionale alla carenza di forza morale.<br /> Profssa Teresa Rizzo<br /> (critico artistico-letterario) </p>
Personaggi Uomini: 8
Personaggi Donne: 5
Bambini: 0
Comparse: 5
Totale personaggi: 18

Richiedi il libretto:

1 + 2 =