LUNGA NOTTE DI MEDEA

Numero Libretto: 3287

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno: 1949
Autore: ALVARO CORRADO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p> Medea mi è apparsa un ‘antenata di tante donne che hanno subito una persecuzione razziale e di tante che, respinte dalla loro patria, vagano senza passaporto da nazione a nazione, popolano i campi di concentramento e o i campi di profughi. Secondo me, ella uccide i figli per non esporli alla tragedia del vagabondaggio, della persecuzione, della fame: estingue il seme di una maledizione sociale e di razza, li uccide in qualche modo per salvarli, in uno slancio di disperato amore materno. ” (Corrado Alvaro)</p> <p>Medea e la luna liberamente tratto da Lunga notte di Medea nasce come omaggio a Corrado Alvaro, fine intellettuale e scrittore calabrese di San Luca d’Aspromonte, intelligente autore di teatro, con opere non sempre giustamente considerate. Quest’opera, messa in scena la prima volta nel 1949, propone una eroina tragica nuova rispetto a quella creata da Euripide o immaginata successivamente da Grillparzer, in cui è possibile cogliere una spiazzante contemporaneità. Nella rivisitazione del mito l’autore presenta una donna straniera ed esule, esclusa e respinta dalla terra straniera nella quale giunge per seguire il suo uomo, Giasone, facendo dei Corinzi il simbolo del pregiudizio e dell’intolleranza esasperata. Per Alvaro, Medea è i1 “sogno di Medea”, un sogno spietato nel quale ella paga con la sconfitta della passione ad opera della ragione, e in questo canto della diversità irriducibile tutto assume il senso di un lucido e lacerante viaggio nei propri abissi. L’uccisione dei figli, che fa di Medea una terribile assassina, per Corrado Alvaro non è solo la vendetta di un tradimento, ma la tragedia di una donna rinnegata che, per non soccombere, cancella il futuro che la esclude con un’azione estrema e disperata. Una Medea disperatamente aggrappata alla terra, e che nel suo microcosmo di sensazioni e di intuizioni sembra rappresentare l’umanità intera con i suoi sentimenti. Una Medea umana, umanamente maga e perfino umanamente assassina. Tutto è scarno ed essenziale in quest’opera che rimanda inevitabilmente ai luoghi in cui è stata concepita. Lo spettacolo ha proceduto per tappe, studi e approfondimenti, un vero e proprio work m progress.<br /> Giancarlo Cauteruccio<br /> Da Sipario n 694 Aprile 2007</p>
Personaggi Uomini: 9
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 4
Totale personaggi: 16

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