MADRE NATURA

Numero Libretto: 0001

Formato: cartaceo
Numero Atti: 3
Anno:
Autore: BIRABEAU ANDRE
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p> La commedia parte incerta, con una scena d’apertura piuttosto comune. Non si sospetta quel che ci attende. L’improvviso raggio di luce entra con Leonia, spicca sulla sua fronte bambina. Il dialogo con il dottore ci orienta subito, ci immette nel pieno di una vicenda così fuor del comune che per farcela accettare occorre tutta la naturalezza di Birabeau, così fresca, gentile, candida da disarmare ogni eccezione, ogni riserva del conformismo borghese. Adamo ed Eva ragazzini, nel loro Eden privo di serpenti e di alberi del bene e del male. Non c’è una sola battuta che allarmi, che faccia torcere il viso, si assiste sorridendo ai progressi fisiologici e psicologici d’una paternità e maternità assolutamente eccezionali sul teatro e rari anche nella vita. Pareva materia da non toccarsi senza sommo pericolo di dare almeno nel cattivo gusto: vedete come Birabeau la tratta, con quale eleganza, con quanta comprensione umana e con quanta delicatezza. La commedia ha i suoi squilibri, non si mantiene sempre allo stesso livello, gira intorno a se stessa, sente qua e là l’artificio, ma resta sempre fermo il punto dell’innocenza. E’ una conquista di cui Birabeau ha ragione di sentirsi fiero, appena può vi si abbandona, riscatta la convenzionalità dello schema nella fantasia poetica ad alto regime.<br /> La commedia rivela compiutamente il suo volto e il suo impegno nel terzo atto. La prima scena del secondo atto ne pone pe premesse; disegna sotto velature comiche un profondo contrasto di interessi e d’anime; e questo –nel terzo atto- precipita in una catarsi che forse appoggia un po’ troppo sul sentimento, ma tocca anche il vertice di una emozione autentica. Implicito il problema, urgente anzi, attuale: l’incomprensione, la sordità dei genitori che presi nella cerchia dei loro egoismi e dei loro capricci, trascurano i figli e li rendono infelici, e allorché se ne accorgono, non sono più in tempo a rimediare. Tuttavia la conclusione di Birabeau è diversa, più ottimistica: la culla a sorpresa del piccolo Rodolfo è la risolvente di una situazione altrimenti senza uscita. Quei vagiti nel retrobottega della cartoleria di Leonia puntualizzano uno stato d’animo di riconciliazione in potenza che manderà via tuti contenti. Il sentimentalismo che fa capolino nelle parole e nei gesti ultimi della coppia Taluyers, eternamente brontolona, può essere troppo corrente, ma raggiunge lo scopo. E il velario si chiude su un movimento umano, su una dolce e pensosa malinconia che innalza la commedia e la nobilita “ha un bel faccino?”., domanda il corrucciato signor Taluyers. “Superbo!”, risponde la bisbetica signora Taluyers. Giureremmo che a casa non bisticceranno più, e non prenderanno a pretesto dei loro scontri il povero Andrea. Il quale intanto, nel retrobottega, con la sua Leonia pallida e magrolina si domanda ancora se quel fiore di carne nella culla non sia, per caso il figlio del miracolo.</p>
Personaggi Uomini: 9
Personaggi Donne: 4
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 13

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