NOTT DE REPUBLICHETA

Numero Libretto: 0519

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno:
Autore: LUPANI VITTORIO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: MILANESE
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p> Vecchio abbaino di casa popolare, a Milano. Teresa, l’anziana portinaia, è salita fin lassù per consegnare quel modesto alloggio di due vani a Micaela, la nuova giovane inquilina, che intende usufruirne come studio, essendo pittrice. Nel corso del colloquio, Teresa rimane colpita della strana rassomiglianza della pittrice con una giovane ebrea che molti anni prima aveva sostato in quello stesso alloggio. Non riesce a tacerlo a Micaela che, subitamente interessata, le chiede maggiori notizie in proposito. Teresa spiega allora che a quel tempo, si era nel 1944 e quindi in piena guerra, viveva ancora suo marito Giromino, addetto all’UMPA, la protezione antiaerea. Nell’abbaino abitava da solo Antonio, bravo e onesto artigiano, il cui torto era quello di avere suo fratello Carlo, più giovane di lui, purtroppo scavezzacollo e donnaiolo, oltreché fascistone militante. Quando poi c’erano incursioni aeree… ma a questo punto la scena gradatamente si oscura e il racconto della portinaia diventa paurosa realtà: sirene d’allarme, tiri contraerei, rombi di velivoli, scoppi di bombe e infine cessato allarme fra bagliori d’incendi nella notte. Di ritorno dal rifugio, entra Antonio seguito da Carlo che, al solito, intavola subito un discorso mirante a spillare quattrini at fratello. Questi resiste e la discussione si accende, ma a un tratto un’incredibile sorpresa inchioda i due: qualcuno si muove nella camera accanto! Si tratta di una spaventatissima giovane che fissa a occhi sbarrati la divisa di milite fascista di Carlo. I due fratelli cercano di calmarla e di conoscere il motivo della sua presenza. Essa racconta allora di chiamarsi Ester Contini Scotti e di essersi introdotta pericolosamente dal tetto, trovandosi ricercata dai tedeschi per via della sua qualità di ebrea. Ha dovuto lasciare la sua famiglia, nel bolognese, dopo la deportazione in Germania di suo marito e l’arresto del padre e del fratello, per tentare di rifugiarsi a Milano, presso amici. Fallito il progetto, non le restava ora che di lasciasi consegnare alla Polizia, essa conclude disperatamente. Carlo vorrebbe farlo senz’altro, temendo accuse di favoreggiamento, mentre Antonio, commosso, trova modo di temporeggiare con la complicità della portinaia, offrendo momentanea ospitalità alla giovane, che fra l’altro aspetta un figlio, Carlo ha finito per acconsentire, anche perché progetta di profittare della situazione per estorcere alla madre di Ester, proprietaria di una fattoria, un bel po’ di quattrini con la promessa di far espatriare clandestinamente Ester.<br /> Passano alcuni giorni e Ester sente crescere la sua riconoscenza per Antonio, che rischia molto celandola alla Polizia. Prova invece repulsione per Carlo che, durante un’assenza del fratello, ha tentato di usarle violenza impedito però dal ritorno di Antonio che, indignato, lo ha duramente percosso. Carlo è uscito minacciando ritorsioni e di fronte a questo nuovo pericolo tutto sembra volgere al peggio, quando accade l’imprevisto: Carlo, fortunatamente ravvedutosi, ritorna in tempo, precedendo le SS tedesche che hanno scoperto il rifugio dell’ebrea, per far fuggire quest’ultima e Antonio dalla finestra sui tetti. Resterà lui a fronteggiare gli inseguitori e una rabbiosa scarica di mitra suggellerà il suo generoso sacrificio.<br /> A questo punto si conclude il racconto di Teresa e la brava portinaia dovrà, più tardi, trasecolare leggendo sul biglietto da visita lasciatole dalla pittrice, il nome di Micaela… Ester Contini: la figlia dunque della scampata ebrea!</p>
Personaggi Uomini: 3
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 6

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