REGINA E GLI INSORTI (LA)

Numero Libretto: 1347

Formato: cartaceo
Numero Atti: 4
Anno:
Autore: BETTI UGO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p> In un paese imprecisato, ma non imprecisabile, un moto rivoluzionario ha abbattuto il trono, rovesciato il governo e instaurato nel terrore la repubblica popolare con tutte le sue orrende conseguenze: persecuzioni, processi sommari, torture, stragi. La paura e la codardia dilagano, il sospetto e la denuncia imperversano, l’odio e la crudeltà trionfano e l’istinto di conservazione con le sue disperate esigenze spinge gli uomini alle più basse abiezioni. Argia, una prostituta che fra le troppe conoscenze di passo può contare un solo amico, fugge dalla città per cercare consiglio ed aiuto in Raimondo, un mestatore che ha saputo così ben manovrare da inserirsi nei ranghi degli insorti e occuparvi un posto di rilievo. Lo raggiunge fra i monti, in un posto di blocco dove si raccolgono le fila delle affannose battute con le quali viene cercata la ex regina miracolosamente scampata al massacro della famiglia reale. Raimondo non vuole pasticci e abbandonerebbe volentieri Argia al suo destino se non fosse tentato di sfruttare il tremendo segreto che ella custodisce. Nel gruppo di viaggiatori che con lei è stato fermato e trattenuto, Argia ha saputo individuare la regina nascosta sotto le vesti stracciate di una contadina. E’ ormai un povero essere senza più volontà, ne dignità, divorato dal terrore, pronto ad ogni viltà, umiliato e offeso da tutti, che tutto è disposto ad accettare pur di salvare la pelle. Non ci vuol molto, dunque, perché Argia le strappi gli ultimi gioielli nascosti in una pagnotta e i nomi dei fedeli che dirigono nell’ombra la controrivoluzione e che Raimondo provvederà a ricattare profìcuamente; ma quando sta per avviarla verso una falsa fuga nella quale, secondo i piani, dovrebbe restare uccisa, Argia ha pena di quella creatura che ha conservato di umano solo la paura della morte e tenta di salvarla offrendole una vera fuga. Messo già in sospetto dall’atteggiamento spavaldo e provocatorio proprio del mestiere di prostituta, il commissario Amos — un ex garzone di latteria — interpreta lo strattagemma col quale Argia ha messo in allarme le sentinelle per far fuggire la regina, come un tentativo di fuga; e la mette senz’altro sotto processo accusandola di essere lei la regina. La cosa appare ad Argia così grottesca, che in un primo momento se ne diverte come di un gioco: quando però comprende il pericolo cui va incontro è troppo tardi. Raimondo si rifiuta di testimoniare sulla sua vera identità; il popolo tumultua inveendo contro di lei; la collera e la ferocia rigurgitano per ogni dove con rivoltante bestialità. E allora dal fondo del suo animo di creatura perduta e naufragata rampolla un disperato bisogno di orgogliosa reazione: sarà lei, la prostituta insultata e disprezzata, la donna caduta nel fango, a rivendicare i supremi valori dell’onore e della libertà; lei che rifiutando la salvezza pur di non firmare nome della regina una confessione obbrobriosa, pur di non tradire i suoi presunti amici, pur di non cedere ai ricatti più orrendi, morirà regalmente riscattando, nel nome di una ritrovata dignità umana, il suo passato e la vergogna del mondo.</p>
Personaggi Uomini: 7
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 10

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