SPECCHIO LUNGO (LO)

Numero Libretto: 0008

Formato: cartaceo
Numero Atti: 3
Anno:
Autore: PRIESTLEY JOHN BOYTO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione: MARINUCCI VINIC
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p> II tema de “Lo specchio lungo” è che due esseri possono avvicinarsi, intendersi e trascorrere anche dei periodi di compenetrazione spirituale, in cui uno di essi è come immedesimato nell’altro, senza che fra di loro sussista alcun contatto fisico e neppure una vera e propria conoscenza. Dinanzi alle facili esclamazioni di « inverosimile! » e di « assurdo! » da parte dei più sordi alle recezioni spirituali. L’autore, in una sua premessa, dichiara che il « caso » da lui esposto è avvenuto nella realtà, ed in termini ancor più sorprendenti, a due persone di sua conoscenza. E’ una dichiarazione che può valere per coloro che hanno bisogno di testimonianze definite per credere alle manifestazioni dell’intangibile, non per chi sappia che il mondo percepito dai cinque sensi ufficiali non è che una minima parte di quello che realmente esiste. Tutti gli uomini sono d’accordo nel conferire all’amore l’attributo di « divino », pochi nel riconoscerlo nella sua quotidianità e nell’ascrivere praticamente ad esso un valore determinante. Il secondo significato d’eccezione di un’opera tutta d’inconsueta, altissima levatura come Lo specchio lungo consiste appunto, dopo la sua idea suscitatrice, in quest’affermazione suprema della spiritualità nell’amore. I « perché » biologici dell’attrazione erotica sono i più appariscenti, i più immediatamente analizzabili: ma dietro ad essi vi sono delle altre causalità, che rientrano in una sfera dove soltanto l’armonia creatrice è legge. Ora, quando avviene, come per i due protagonisti dell’opera, che questa armonia faccia udire i suoi accenti superni direttamente, senza rivelarli attraverso l’incarnazione, il messaggio d’amore dei singoli si confonde inscindibilmente con quello primigenio del Creatore. Gli esseri umani ne restano talmente percossi che non osano, quasi avessero a profanarlo, far rispondere al suo appello anche le loro entità fisiche. Il dualismo fra l’amore spirituale e quello dei sensi riceve qui una nuova illuminazione. La rivelazione dell’incommensurabile vastità in cui può riecheggiare la nota unificata rende quasi schivi dinanzi alle limitazioni che il suo attuarsi nella contingenza comporterebbe. Gli ostacoli pratici appaiono insuperabili nel loro ordine, come avviene ai due « amanti dell’Etere » descritti da Priestley, perché in essenza sono tutti superati. E così la vita — .terzo e minor punto basilare dell’opera — non si rivela che come un lungo specchio nel quale si riflettono soltanto alcune labili immagini, mentre le verità immutevoli rimangono al di fuori di esso.<br /> II lavoro — a differenza di molte opere di poesia e di pensiero — è scritto con una foga, con un empito drammatico fluenti senza soste fino alla foce della conclusione. Ne è derivata anche un’unità di tempo e di luogo — la commedia si svolge in un tempo reale, senza interruzioni ed in una sola scena — che forma quasi un voluto contrasto con la sua libertà interiore dai vincoli delle stesse dimensioni. L’umanità dei personaggi è piena, senza veli di allusività e di simbolismi, il loro vibrare è schietto, intimamente sentito e non cerebrale. Il linguaggio dell’autore è immediato, pur essendo le sue parole tutt’altro che consuete. L’opera ne riceve un potere di «presa» spettacolare quale raramente posseggono lavori di analoga levatura. J. B. Priestley è da considerare, sotto questo aspetto, uno degli scrittori teatrali di maggior merito: egli sa infatti volgarizzare i suoi concetti senza che la loro nobiltà o la loro portata abbiano minimamente a scapitare dall’espressione. Ad alcuni Priestley può apparire un predicatore, ma sarebbe un ben cattivo sacerdote di quella «cattedrale dello spirito » che è il teatro, secondo la definizione di Maxwell Anderson, chi non lo fosse. Quel che vale è che i suoi appelli e le sue rivelazioni scaturiscono dalla fede e da una suprema vastità di visione e possono pervenire a tutte le menti e a tutti i cuori. Per questo egli, pur senza trattare temi croni stici, è uno dei più « attuali » tra gli autori drammatici.</p>
Personaggi Uomini: 3
Personaggi Donne: 2
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 5

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