VENTRE DEL GIGANTE (IL)
Numero Libretto: 3922
Formato: cartaceo
Numero Atti: 1
Anno: 1986
Autore: DOPLICHER FABIO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: DRAMMATICO
Note:
Introduzione: <p>Il Gigante cui si fa riferimento sono i Medici, la dinastia che più di ogni<br />
altra in Italia espresse un progetto politico e che seppe per lungo tempo “rappresentare” questo progetto, nella diplomazia come nelle arti,nella cultura, nelle leggi. Dalla metà del Seicento il progetto via via cade: come un gran corpo, il potere mediceo vuoi soprattutto sopravvivere,perpetuarsi, ma le funzioni impazziscono, il corpo marcisce. L’agonia sembra trasmettersi quasi da un principe all’altro, come per una beffa della storia. A personaggi dalla psicologia malata o distorta corrisponde la crisi progressiva della civilissima Toscana,il Gigante è ridotto al proprio ventre,a una mostruosità che, tuttavia, proprio in Gian Gastone, l’ultima e, a mio avviso, la più emblematica figura di<br />
questo crepuscolo mediceo, riuscirà ad alimentare la ragione: smantellando la cappa bigotta e oppressiva, che il padre Cosimo aveva steso come un sudario sul suo Stato. Gian Gastone,nel suo ultimo periodo, vive a letto, si sposta in portantina una volta all’anno da un piano all’altro di Palazzo Pitti; i1 suo privato è costituito da un’accolita di gente equivoca, i “Ruspanti” che, per una moneta settimanale (ruspo) popolano le sue notti. Da questa idea di scontro fra il «corpo» e il «pensiero», che vede quest’ultimo perdente nel soggetto, ma incancellabile nella realtà, dal rapporto di Gian Gastone con i simulacri della propria famiglia, ma anche con il simulacro di se stesso che lo accompagna, nasce l’ipotesi drammaturgica. L’ossessiva necessità di durare, che nei predecessori aveva creato un «tempo» diverso, i] tempo della dissoluzione cade nell’ultimo Granduca, che nella dissoluzione si identifica. Naturalmente in una scrittura per Il teatro,la realtà storica non è un obbiettivo;almeno per me, la verità oggettiva e il linguaggio, a teatro, sono delle convenzioni. Quello che conta sulla scena è un tempo fittizio, che scioglie l’immaginario dai suoi vincoli……….</p>
<p>Da SIPARIO n 765/766 2013</p>
Personaggi Uomini: 8
Personaggi Donne: 2
Bambini: 0
Comparse: 8
Totale personaggi: 18
