ZITTI! STIAMO PRECIPITANDO

Numero Libretto: 4397

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno:
Autore: Fo Dario
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 2
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p>Entra in scena Dario.<br /> Nell’apertura di questo Zitti! Stiamo precipitando, fin dal debutto abbiamo dato il via con la scena di uno scontro fra matti travestiti da guerrieri del deserto; volevamo esorcizzare la guerra che stava iniziando il suo orrendo prologo nel Golfo. L’esorcismo non ha funzionato. Nei primi giorni del conflitto siamo rimasti attoniti. Non sapevamo come comportarci. Poi abbiamo deciso: “Si entra anche noi in guerra! Spariamo sghignazzi contro i bellicisti intenti a strapparsi i capelli, straziati per la perdita della pace”. Oh, davvero, come l’amano questa candida pace che, lacrimando, son costretti a far precipitare dentro il baratro come nel testo famoso di Aristofane. I virili plaudenti dell’intervento che s’illuminano all’idea di una guerra tecnologicamente perfetta, rapida, asettica, chirurgica, poche vittime, “solo qualche decina di migliaia di morti occasionali nel primo mese… ma, fortunatamente, tutti solo dall’altra parte”. Infatti ci avevano assicurato: “Non sarà come il Vietnam!” I nostri adoperano solo armi intelligenti, apparecchi scrutatori in-telligenti, bombe autopilotanti intelligenti, gli unici stupidi, é risaputo, sono i generali e i governanti che ci stanno dietro. Insomma, da parte nostra, da questo palcoscenico, come dicevo, si tirano bordate di bengala (non al fosforo bianco) sul pubblico cercando di illuminare il più possibile la scena e mostrar loro i trucchi, le trappole, l’ignobile menzogna degli incoscienti. Non si parla solo di guerra. Si parla anche di altre schifezze come di storie che sembrano quasi inventate: di cavie umane, di crimini farmaceutici, di ricatti balordi, di antidoti antipeste, di sesso-mercato, però a intervalli, tanto per prendere un po’ di fiato, si riparla della guerra. Ma certo, sempre e solo per gioco, tanto per farci quattro risate… da teatro. Del resto per indicare il luogo del massacro non si dice: “il teatro della guerra?” Noi vogliamo ricordare agli spettatori la stupenda allegoria di Aristofane della pace: “il demone cieco e sordo della guerra sta schiacciando, spappolando, nell’enorme mortaio del conflitto, popoli e città… quel forsennato, esegue gesti inconsulti… e ogni tanto va a pestare fuori dal mortaio, con gran sconquasso, addosso a gente che se ne stava intorno a guardare: convinta, massa di imbecilli, di poter continuare impuniti nel ruolo degli spettatori non paganti”. Attenti, quando c’é una guerra gli spettatori, prima o poi, pagano tutti, e molto più salato di quanto non si creda.</p>
Personaggi Uomini: 19
Personaggi Donne: 6
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 25

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