ADRIANO OLIVETTI

Numero Libretto: 3227

Formato: cartaceo
Numero Atti: 1
Anno: 1998
Autore: CURINO LAURA E VACIS
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p> Fine 1993, inizio 1994. Ho due biografie di Adriano Olivetti, una di Bruno Caizzi che mi aveva passato Gabriele Vacis a Torino e una di Valerio Ochetto comprata per caso in libreria a Roma. Per il resto pareva che l’Italia avesse dimenticato: poca bibliografia, spesso fuori commercio, difficile accesso ai documenti che in archivio sono ancora mescolati a quelli coperti da segreto d’azienda. Dopo un’intervista al Corriere della Sera, dove racconto le mie difficoltà, gli olivettiani (un vero popolo a sé) corrono in mio aiuto da tutta Italia con materiali, indicazioni, testimonianze. Sono diffidente. E chi sarà mai questo Adriano? Per due anni lavoro a ricostruirne la vita e sotto sotto tento di scalzarlo dal piedistallo su cui tutti lo raccontano. Poi mi tocca ammettere che ogni tanto nasce un genio.<br /> Scrivo due testi: il primo, un monologo dedicato a Camillo, suo padre, fondatore, pioniere, anticonformista, rompiscatole, generoso e creativo. Il secondo, su Adriano, imprenditore visionario, anticipatore geniale nei campi dell’industria, dell’urbanistica, del design, della sociologia, della psicologia del lavoro, della politica e dell’editoria. Camillo era narrato dal punto di vista delle donne, Adriano prenderà il punto di vista dell’infanzia come luogo della formazione delle idee. Scrivo pensando subito a Martella Fabbris e Lucilia Giagnoni per una narrazione a tre, dove il racconto fluisca a più voci e che si apra a scene dove le attrici si assumono i personaggi, recitano la scena, e poi tornano a raccontare. I ruoli non sono fissi. Studio le interviste che ho fatto alle Spille d’oro (i dipendenti con 25 anni di anzianità), alle famiglie, ai cittadini di Ivrea: tutti si passano con naturalezza il racconto di voce in voce, sono ora Adriano, e ora un’altra persona, ed è sempre molto chiaro di chi stiano parlando. Così nel racconto dell’ultimo viaggio in treno Adriano lo recito io, mentre Lucilia e Martella sono rispettivamente il ragazzo della Bocconi nel suo stesso scompartimento e Riccarda, la segretaria incontrata al vagone ristorante, invece nella scena successiva sarà Lucilia a recitare Adriano bambino e io sarò il suo amico Milu e cosi via. Questo permette di restituire le diverse sfaccettature del carattere: il suo essere un outsider, un bambino un po’ impacciato su cui nessuno avrebbe scommesso e il grande industriale che è diventato ed è anche metafora dei tanti “Adriano” che mi sono stati raccontati. Cerco il ritmo e l’area di parole di ogni personaggio, e poi il ritmo di ogni scena. Vacis e Roberto Tarasco saranno poi d’aiuto coi tagli (che io affido sempre ad altri) e con le musiche. Inserisco due testi, uno di Natalia Ginzburg sulla fuga di Turati, cui Adriano ha collaborato, e uno di Carlo Levi sulle terribili condizioni di vita nei Sassi di Matera, collegato alla citazione dall’Inferno di Dante. Cerco una coproduzione, ma nessuno si fida. Lo produce Teatro Settimo da solo ed è presto un evento: fino a 500 repliche le ho contate, poi ho smesso. Poi repliche per la televisione, la radio, un libro, tanti articoli e la soddisfazione di assistere alla ripresa dell’interesse per il pensiero olivettiano: tesi di laurea, convegni, pubblicazioni, libri, articoli, interviste, inviti nelle scuole e nelle fabbriche. Magari era venuto il momento, magari gli spettacoli sono stati l’innesco necessario. L’importante è che sia accaduto. </p> <p>Laura Curino</p>
Personaggi Uomini: 0
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 3

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