LIBRERIA DEL SOLE (LA)
Numero Libretto: 0010
Formato: cartaceo
Numero Atti: 3
Anno: 1943
Autore: FABBRI DIEGO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p> L’interrogativo comincia a porsi al primo atto, nelle battute di Luca, fino all’esplicita domanda:<br />
—Bisogna seguitare a muoversi alla cieca? — La preoccupazione dell’Autore è in fondo sempre<br />
la stessa: comunque fai, comunque pensi, non sfuggi, finisci sempre con l’essere coinvolto «in questo arcano giuoco di bussolotti ». E il seminarista risponde: — Non c’è altro da fare:<br />
fermarsi, immobile. — II vibrione, l’assillo, il parassita esoso e tracotante, è scoperto alla fine<br />
dell’atto e additato. senza misericordia: — Ci troviamo qualcuno in casa… che fa da padrone senza diritto, senza perché… Se non si sa reagire in tempo, può essere anche la rovina— Ci sono ancora tante cose buone da custodire…. da preservare… — Quindi, il rintocco, preciso, energico: — Occorre liberarsi. Luca. — Liberarsi, da che? Dalla menzogna e dalle convenzioni, certo; ma soprattutto da quei falsi ideali, da quegli idoli, che un affetto troppo trepido ci dipinge come inderogabili e che invece coartano la realtà e ce la travisano. L’oppressione, ancora,<br />
l’angoscia di sentirsi chiusi da tutte le parti, di non poter respirare, urlare, affiora al secondo atto; e l’impressione che nessuno ti senta, nessuno ascolti la tua pena: sembra di morire. Già comincia l’isolamento degli italiani che dovrà trasformarsi fra poco in un vero e proprio romitaggio cosmopolita. — Ti desti e speri che qualcuno, misteriosamente, rimetta tutto a posto e scompaia in silenzio. — E invece. nulla: la liberazione deve nascere dal patimento, da un concreto atto d’amore, disperato e risolutivo: la morte del babbo. La verità, alla luce del sole. quantunque costi. Ed è quel che fa Anselmo, è quello che accade al terzo atto, con la rivelazione del fallimento dall’impresa. Basta coi sogni: ognuno si costruisca la propria vita da se, ricominci da capo. Forse, un giorno, anche Alvaro, il reprobo,<br />
si sarà ritrovato, avrà scoperto errando e soffrendo il suo vero se stesso, e sembrerà un altro, e sarà veramente lui, solo allora. Ma sono così coraggiosi gli nomini? Non ci sarà caso che dimentichino il dolore un istante dopo di averlo sofferto, che la libertà, riconquistata non li spaventi, inducendoli a rialzare in tutta fretta lo steccato? «Tutti. Tutti gli<br />
uomini sono spaventati della libertà. Lottano, muoiono per conquistarsela; l’ottengono, ed<br />
ecco che non ardiscono più toccarla, averla vicino, dentro. Si affrettano ad eleggere qualcuno<br />
che gliela amministri, che gliela regoli. Pare una contraddizione, ma è cosi ». L’antiveggenza, il coraggio, la lealtà di questa commedia son solo pari alla semplicità della sua struttura. Vien fatto di pensare — per il modo con cui giocano i rapporti — al Mauriac di Asmodée, ma un Mauriac risanato e confortato (vogliamo dire ammansito? — ma non è esatto) dalle lettere paoline e dal nostro bel sole italico. Modestia di mezzi, è vero. che si riverbera in certe sproporzioni, nella mancanza, talvolta, di un nesso visibile e corposo, di un rapporto assoluto di causa ed effetto; ma limpida, onesta fede, ingenita<br />
forza di idee, senso pieno e dritto della vita, che non lasciano dubbi sul personaggio e danno al dialogo la sua concreta lucentezza. Sono buoni titoli per seguire Fabbri con molta attenzione e proporlo alla stima e all’affetto delle nuove generazioni. molta attenzione e proporlo alla stima e all’affetto delle nuove generazioni. </p>
Personaggi Uomini: 6
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 9
