MALACRESCITA

Numero Libretto: 4155

Formato: cartaceo
Numero Atti: 1
Anno:
Autore: BORRELLI MIMMO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: NAPOLETANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note: <p>Premio Hystrio Drammaturgia 2015</p>
Introduzione: <p>Dialogo infantile in fusa e in versi per attore e musicista.<br /> AUTOPRESENTAZIONE<br /> Avvelena i figli la Medea contemporanea cresciuta nella “terra dei fuochi”<br /> Maria Sibilla Ascione è ignara e innocente bambina, figlia di un noto camorrista del casertano, proprietario terriero dedito alla coltivazione dei pomodori, nei suoi appezzamenti disseminati tra Mondragone, Villaricce, Villaliterno, Casal di Principe. Ma “oro rosso” non gli basta. Lo smaltimento clandestino dei rifiuti tossici provenienti dalle industrie del nord, in cave abusive ricavate da alcune delle sue stesse tenute, comincia infatti a fruttargli un immane giro di danaro. E di potere.<br /> Donna precoce, bellissima, intelligente, arguta adolescente, Maria studia, per dimenticare l’inaccettabile: essere figlia di un despota dedito alla distruzione e allo sfruttamento dei suoi sudditi, devoti picciotti, delle sue terre e della povera gente. Ma è a questo punto che arriva l’Anticristo, il Giasone risorto dai libri di scuola, Francesco Schiavone detto Santokanne: intraprendente bulletto di periferia, determinato e disposto a tutto, per favorire la sua ascesa al potere, tra le fila delle cosche. di costui Maria si innamora perdutamente e per lui compie ogni misfatto. Uccide il fratello e fa morire di crepacuore e collera il padre, fugge via e si nasconde straniera ed esule a Cuma, mentre Santokanne, compie fughe amorose con diverse donne del paese. Maria Sibilla si ritrova nel “medeo” e forse anche amletico dubbio di uccidere quei figli che porta in grembo. Un grembo insozzato da un seme che non riconosce più. Ma, nonostante i tentativi di aborto, alla fine, partorisce due gemelli. Le promesse d’amore del marito, intanto, sono ricadute nel vano di nuove bugie. E la madre assassina sopita e riposta nel subconscio viene fuori. Viene fuori il mostro. Maria in un momento di follia comincia ad allattare i figli neonati col vino. Riducendoli in due mostri completamente scemi e distruggendo cosi, definitivamente, la stirpe di Santokanne-Giasone.<br /> Nel testo originale, la madre sopravvissuta è condannata a raccontare, ormai esule, barbona e sola, le sue insane gesta ai propri gatti, gli unici figli che le sono rimasti, di cui si circonda per farsi compagnia. In Malacrescita invece capovolgiamo il punto di vista, immaginando che tutti i protagonisti di questa storia siano ormai defunti e gli unici sopravvissuti<br /> – agonisti giullari, diseredati, miserabili – siano i due figli, i due scemi che rivivono i fatti tra versi, ricordi, rievocando le pulsioni, gli umori, i suoni, le urla, i mormorii della loro aguzzina, vestendo ed espiando, attraverso i suoi lerci e ammuffiti abiti, gli intenti e i moniti di colei che li ha lasciati al mondo, ma abbandonati, come dei rifiuti, messi da parte, come le discariche ricolme di vegetazione innaffiata dal percolato, rinchiusi tra le pareti di un utero irrorato di solitudine, dove l’unico gioco consiste nel rimbalzarsi, tra gli spasmi della loro degenerata fantasia, tra le folli trame insanguinate di questa tragedia, sul precipizio di un improvvisato altare di bottiglie, eretto in nome della loro mamma, ‘u cunto stesso, la placenta, l’origine della loro malacrescita.<br /> Mimmo Borrelli<br /> Da HYSTRIO n 4 ottobre-dicembre 2015</p>
Personaggi Uomini: 2
Personaggi Donne: 1
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 3

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