ONORE DI BICE (L’)

Numero Libretto: 3736

Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno: 2005
Autore: DAVARE GIACOMO ROMAN
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: BRILLANTE
Note:
Introduzione: <p> Questo soggetto, dall’andamento scanzonato, ha una matrice cosciente e razionale.<br /> Talune situazioni sono, infatti, tratte da Uomo e galantuomo di Edoardo De Fìlippo, che a sua volta segue il canovaccio di un vaudeville francese.<br /> La commedia di De Filippo è incentrata su un equivoco amoroso, risolto alla Pirandello con l’innamorato che per salvare la vita si dichiara pazzo.<br /> Nel primo atto è presentato la vita di un albergo agli inizi del ‘900 dove una compagnia d’attori girovaghi sta provando una commedia per la sera e il giovane Alberto porta avanti una relazione con una non meglio conosciuta Bice.<br /> Il secondo atto si volge nel salotto del dottor Tolentano, al quale il capocomico chiede soccorso per la medicazione dei piedi ustionati sul finire del primo atto.<br /> Si scopre a questo punto che il dottore è anche il marito Bice.<br /> Ma, Alberto, ignaro della situazione si presenterà proprio a casa del dottore per chiedere la mano di Bice alla madre di lei che vive nell’appartamento del non più giovane genero. Scoperto dal marito dell’amante, si fìnge matto e viene arrestato. Il terzo atto si svolge in commissariato, dove tutti cercano di spiegare i loro motivi al commissario Lampetti. Verranno fuori lettere compromettenti del dottore che consentiranno ad Alberto di non fingersi più pazzo. Della commedia di De Filippo mi sono sembrati interessanti due filoni: L’atmosfera di equivoci dell’originale vaudeville; la rappresentazione scenica della vita di una compagnia girovaga in Italia ad inizio secolo.<br /> La mia commedia deve all’opera di De Filippo due filoni: l’intrigante relazione di Bice e la prova che effettua la compagnia in albergo, per il resto propone un ordito originale che prevede: due soli atti (secondo i nuovi gusti del pubblico) che si svolgono in un’unica scena:il salotto di un albergo stile Liberty.<br /> Un maggiore spazio alla vicenda degli attori della compagnia, ironizzando sulla loro professionalità e sull’uso della gestualità nella recitazione (come quando Doralice racconta le sue vicende amorose al tenente di polizia). Si è cercato di far entrare lo spettatore nel clima degli ambienti delle compagnie itineranti di inizio ‘900 , spesso costrette a recitare la sera una commedia provata alla bene e meglio durante la giornata e con un cast ridotto rispetto alle parti del copione (si pensi che la compagnia Almirante in un anno ebbe a presentare oltre cento diverse commedie).<br /> Un proliferare di equivoci, secondo la migliore tradizione del vaudeville francese (per intenderci sullo stile de La Cagnotto di Labiche), che coinvolgeranno la giovane suocera di Bice e l’attrice Doralice (che il fratello chiama Bice, apportando nuovi equivoci alla già ingarbugliata vicenda).<br /> Un’equa suddivisione dello spazio scenico tra i vari protagonisti ed un incremento delle parti femminili che nel mio soggetto sono cinque: Bice, Doralice, La suocera, Nina (cameriera) e Filomena (locandiera).<br /> Naturalmente le situazioni sono sempre – sopra le righe -. Per meglio indirizzare la lettura da dare al testo, ho predisposto un’anteprima che può essere trascurata in fase di messa in scena.<br /> Per questo spettacolo ho composto, con l’aiuto dei musicisti Matteo Scavotto e Marco Pisoni una tarantella che costituisce l’ouverture ed il leit motiv della commedia.</p>
Personaggi Uomini: 9
Personaggi Donne: 5
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 14

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